
Nel mese di marzo molte organizzazioni entrano nella fase di pianificazione del Q2. I decisori aziendali richiedono priorità tecniche chiare come MFA, backup e logging insieme a tempi di implementazione realistici e verificabili.
Una roadmap efficace non deve essere lunga: deve essere chiara, misurabile e collegata a rischi concreti.
Quando si lavora su compliance e resilienza, l’obiettivo no
Di seguito un approccio pratico pensato per aziende operanti in Lombardia.
Contesto operativo del mese
In questo periodo vengono prese decisioni che incidono sull’intero trimestre: definizione delle priorità, allocazione dei budget, tempi di risposta e capacità di dimostrare in modo documentato le attività svolte.
Rinviare le decisioni fino a una situazione di urgenza come un audit, una richiesta formale da parte di un cliente o un incidente porta quasi sempre a risultati peggiori e a evidenze meno solide.
Criteri di qualità: cosa dovrebbe risultare chiaro al termine dell’attività
Al termine della fase di pianificazione, dovrebbero essere soddisfatte alcune condizioni fondamentali:
- Priorità definite sulla base del rischio e della continuità operativa, non su tendenze tecnologiche del momento
- Presenza di quick win tecnici: MFA sugli account critici, revisione degli accessi, test di backup e restore, logging di base
- Finestre operative e dipendenze chiaramente definite
- Metriche minime di monitoraggio, per valutare i risultati a 30, 60 e 90 giorni
Passaggi operativi
Classificare le attività in tre categorie:
- attività che riducono immediatamente il rischio (“blocca incidenti”)
- attività che migliorano la qualità delle evidenze
- attività di ottimizzazione nel medio periodo
Partire dai controlli con maggiore impatto immediato, ad esempio:
MFA sugli account critici, revisione degli accessi, test di backup e restore e centralizzazione del logging.
Definire chiaramente responsabilità e finestre operative: una roadmap senza responsabili assegnati rimane solo un documento.
Associare metriche di monitoraggio a ogni attività, ad esempio:
percentuale di account protetti da MFA, tempo medio di restore, copertura dei log.
Errori frequenti da evitare
- Definire roadmap troppo lunghe e prive di milestone intermedie
- Stabilire priorità esclusivamente tecniche senza considerare i vincoli di business
- Non testare i controlli implementati (ad esempio backup senza verificare il restore)
- Non prevedere meccanismi di follow-up e verifica periodica
Checklist finale
Prima di chiudere la pianificazione, verifica che siano chiari i seguenti elementi:
La roadmap prevede orizzonti a 30, 60 e 90 giorni con deliverable definiti?
Ogni attività ha un responsabile, uno sforzo stimato e una data di completamento?
Sono stati pianificati almeno due quick win tecnici?
È stato definito come verrà misurato l’avanzamento?